domenica 20 marzo 2016

RIFLESSIONI BREVI SULL’UOMO CHE VOLLE FARSI DIO

Con questo strano titolo, intendo affrontare un tema scottante che ha messo in seria difficoltà, nella storia del cristianesimo, grandi mistici medievali come Meister Eckhart o San Giovanni della Croce oppure, nel novecento, il monaco benedettino Henri Le Saux, che è stato il protagonista di una delle vicende spirituali più interessanti del novecento: l’unione mistica col divino letta dalla metafisica Indiana del Vedanta Advaita in termini di Non-dualità, che egli ha ricompreso in chiave cristologica e trinitaria.

Il punto è questo: la Via Metafisica, Insegnamento a cui si riferisce questo Sovrano Ordine, afferma che esiste un’unica Coscienza, e Questa è l’Assoluto Essere. Il mondo dei nomi e delle forme, cioè l’intera Creazione, detta anche “la Manifestazione Universale”, è una realtà spazio-temporale. La Manifestazione, avendo un inizio e una fine, ed essendo in un continuo movimento che la mantiene in uno stato di impermanenza, non può essere considerata reale. Perché, dal punto di vista della Realtà ultima, è reale solo ciò che è sempre presente, è in ogni luogo e non subisce alcun cambiamento.

Ora, prendendo le distanze da ingenui antropomorfismi, Dio, il Padre, è l’Assoluto Essere. Esso è quello stato coscienziale di assoluta ed eterna totalità: è tutto, è il fondamento di ogni cosa che appare nella creazione. Possiamo aggiungere che Dio è da sempre, c’era prima della creazione e sarà presente dopo che essa non ci sarà più. Egli è, appunto, l’Eterno.

La Conoscenza Metafisica porta a realizzare proprio quell’Assoluto Essere, perché Esso è la realtà di ogni cosa, quindi, anche dell’essere umano.
Qui sorge il problema, che suscita da sempre, nel mondo cristiano, l’ira e la soluzione della persecuzione verso questa particolare eresia.

Cosa significa che l’uomo può, al termine del processo iniziatico della Via Metafisica, riconoscersi come Assoluto Essere?

Per comprendere tale affermazione, è necessario spostare e invertire il nostro quesito, ovvero: “Come può Dio, il Padre, l’Assoluto, non essere qualsiasi cosa?

Il contrario sarebbe una contraddizione in termini.

L’uomo, quindi, è in realtà quell’Assoluto Essere, che momentaneamente ha perso la coscienza di Sé. L’identificazione col divino, in quanto nostra reale Identità, da ciò può avvenire a patto che l’Essere che è in noi, che è noi, si disidentifichi dalla forma individuale. È questione di consapevolezza. Non si deve costruire nulla che non sia già presente, anche se non visibile ad occhi che non sono, al momento, in grado di “Vedere”.

Ma, il Cristo? Come spiegare la sua figura in termini metafisici?

Esso è quell’Immensa Intelligenza cosmica che chiamiamo Dio Creatore, cioè il Padre Assoluto nella sua funzione di Principio Primo della Manifestazione. Il Principio ha incarnato un uomo, un corpo, proprio quel corpo apparso nella “forma” 2000 anni fa, e in Esso ha operato, e opera ancora, nell’espressione della Sua responsabilità verso l’umanità.

Non possiamo tralasciare, sempre in termini metafisici, il Santo Spirito. Esso è ancora una volta il Padre nella funzione manifesta. Esso, il Santo Spirito, è l’Assoluto che sostanzia l’intera creazione. Non c’è cellula dell’universo che non sia fondata sullo Spirito, ed Esso è il Padre e nello stesso tempo il Figlio. Essi sono una cosa sola.

Le forme, nell’espressione metafisica Non-duale, sono un’apparenza filtrata da prospettive visive particolari e limitate. L’uomo stesso, in quanto frutto di identificazione dell’Assoluto in una forma particolare, vede tutto attraverso gli occhi dell’ignoranza; ignoranza verso la sua Identità reale, che non può non essere ciò che è in ogni cosa, che è tutto ciò che esiste.

L’uomo quindi non potrà mai farsi Dio; ma Dio non può non essere il Tutto che da sempre è.

Alcune citazioni:

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro credetelo per le opere stesse».”

Giovanni 14,8


Io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi… In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi”.

Giovanni 14,15


Pace, Gioia e Consapevolezza assolute a tutti gli esseri.


Il S.G.M. dell’Ordine

Arjuna



Nessun commento:

Posta un commento